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| La punta che ha steso il Bologna conferma di essere l’arma in più. Totti ha la febbre, Catania a rischio  ROMA, 19 dicembre - Quando il gioco si fa duro, Mirko Vucinic. Decisivo. Sempre, o quasi. Ultima tappa, mercoledì scorso, ottavi di coppa Italia, Olimpico, c’è il Bologna, il risultato iniziale non si schioda, a 18’ dal termine Spalletti lo manda in campo. Due gol, una traversa, un gol fallito perché troppo facile è qui che deve migliorare, i gol facili non gli piacciono), tanti saluti a Mihajlovic. Una garanzia, Vucinic, per questa Roma. Al punto che non suona poi così esagerata la sua affermazione in cui ha spiegato di voler essere «l’Ibrahimovic della Roma, è lo svedese il mio modello». DECISIVO - Ci può stare, soprattutto nella convinzione che il montenegrino il meglio ce lo debba ancora far vedere. Ha ancora solo 25 anni e, considerando che la sua prima stagione da romanista l’ha vissuta più in infermeria che in campo, la sua escalation sembra appena iniziata. C’è un dato, su tutti gli altri, che evidenzia in maniera incontrovertibile come l’attaccante acquistato da Pantaleo Corvino per il Lecce (costo un miliardo di vecchie lire, un’enormità) quando non era ancora maggiorenne e poi rivenduto dalla famiglia Semeraro per 18 milioni di euro (pagabili in 6 anni), sia un giocatore che faccia la differenza: quando ha segnato, la Roma non ha mai perso. Sono 23, in totale, da quando è a Roma (26 i gol in tutto), le gare in cui il nome del montenegrino è comparso nel tabellino dei marcatori. Bene, in queste gare, la squadra di Luciano Spalletti ha uno score che dice 19 vittorie e 4 pareggi (uno di questi, la sfida di Supercoppa di quest’anno con l’Inter, trasformato in sconfitta ai calci di rigore). Venite Nel Mondo del Calcio.!Vi aspettiamo. 
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